Mons. Cesare Pasini presiede la S. Messa a Bulgarograsso ricordando gli anniversari di matrimonio

Domenica 8 febbraio, alle ore 10.30, la chiesa parrocchiale di Bulgarograsso ha accolto la comunità per la celebrazione della S. Messa presieduta da Mons. Cesare Pasini, che ha svolto il suo ministero in paese dal 1985 al 1994. Una celebrazione ricca di significati, segnata dalla memoria di Sant’Agata e dal ringraziamento per gli anniversari di matrimonio.


Ad aprire la liturgia è stato il saluto di don Alessio, che ha subito richiamato il clima di gratitudine e di festa:

«Oggi, all’ombra della nostra Sant’Agata, abbiamo due grandi motivi per dire grazie al Signore»,

ricordando sia il dono del matrimonio sia la gioia di accogliere nuovamente Mons. Pasini nella comunità. Un saluto caloroso è stato rivolto anche alle autorità, al coro e ai chierichetti, segno di una Chiesa viva e partecipe.


Nell’omelia, Mons. Pasini ha intrecciato diversi temi, soffermandosi sugli anniversari di matrimonio, sulla domenica della divina clemenza e sulla figura di Sant’Agata. Al centro, l’immagine di un Dio che

«ha una gran voglia di liberarci, perdonarci, rinnovarci, fortificarci»,

un Dio che non stanca mai di accogliere nella sua misericordia. Da questa esperienza nasce una vita nuova, capace di andare avanti con

«una fiducia nuova e una speranza serena e vigorosa».


Il riferimento al Vangelo e alla figura dell’adultera ha rafforzato questo messaggio: lasciarsi incontrare da Cristo significa essere rialzati e rimessi in cammino. Anche Sant’Agata diventa testimone di questa libertà interiore, di una fede capace di affrontare la sofferenza e persino la morte senza perdere la speranza. Come ricordato nell’omelia, la vera libertà non consiste nel seguire ogni desiderio, ma nel scegliere il bene: chi sceglie Cristo rimane libero, perché nessuno può strappargli le scelte fondamentali della vita.


Al termine della celebrazione, gli sposi hanno ricevuto un sacchettino di semi, segno semplice ma profondamente evangelico. Un invito a prendersene cura, a farli crescere perché portino frutto, proprio come il Vangelo insegna: l’amore, custodito con pazienza e fedeltà, diventa fecondo nel tempo. Un gesto che richiama la responsabilità quotidiana degli sposi nel coltivare il dono ricevuto, confidando che il Signore continui a far crescere ciò che è stato seminato.


La celebrazione si è così conclusa in un clima di riconoscenza e di speranza, affidando alla misericordia di Dio le famiglie, la comunità e il cammino di ciascuno, sotto lo sguardo luminoso di Sant’Agata.


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