La Colletta del Venerdì Santo come segno di speranza e impegno verso i Luoghi Santi

La Colletta del Venerdì Santo rappresenta molto più di una semplice raccolta fondi: è il culmine di un percorso fatto di conoscenza, preghiera e responsabilità verso la Terra Santa. In questa giornata, nelle parrocchie della nostra Diocesi, vengono raccolte le offerte destinate a sostenere le comunità cristiane presenti nei Luoghi Santi, rendendo concreta la vicinanza dei fedeli.


Quest’anno questa tradizione assume un significato ancora più profondo, segnato dalla memoria recente dei pellegrinaggi e dall’impossibilità, per molti, di partire a causa del conflitto in corso. Il legame con quei luoghi, tuttavia, non si è interrotto.


L’impegno, infatti, non si limita a un gesto occasionale. Sempre più parrocchie hanno avviato gemellaggi e collaborazioni stabili con comunità della Terra Santa, costruendo relazioni concrete e durature. Tra le esperienze più significative, l’accoglienza di giovani palestinesi durante il Giubileo dei giovani e i progetti promossi da Caritas Ambrosiana, attiva fin dall’inizio dei conflitti nel sostegno alle popolazioni colpite. Tra questi, anche iniziative pasquali solidali come la realizzazione di un’unità materno-infantile a Gaza City e il supporto continuo a Libano, Iraq e altre aree in difficoltà.


Le testimonianze raccolte durante i recenti pellegrinaggi restituiscono uno sguardo realistico ma non privo di speranza. In mezzo alla crisi emergono infatti “scintille di luce”: scuole nei villaggi beduini, centri educativi e strutture per bambini, come l’istituto per audiolesi di Betlemme, che diventano segni concreti di resistenza e futuro.


Il messaggio che emerge è chiaro: non bisogna attendere la fine del conflitto per vivere la propria missione, ma imparare a operare dentro la complessità, con uno stile evangelico. La Colletta del Venerdì Santo si inserisce proprio in questo orizzonte, diventando un gesto che unisce fede e responsabilità.


Sostenere la Terra Santa significa infatti contribuire alla vita di scuole, parrocchie e opere sociali che favoriscono l’incontro tra persone di diverse fedi e culture. È un modo concreto per contrastare l’indifferenza e affermare la speranza, anche in un contesto segnato dalla guerra.


Donare, dunque, non è solo un atto di carità, ma una scelta consapevole: stare accanto a chi, ogni giorno, custodisce la presenza cristiana nei Luoghi Santi e lavora per costruire pace e fraternità.