Un tempo di grazia per riscoprire il Vangelo vissuto con semplicità, fraternità, povertà e amore per il creato
Un anniversario che diventa un cammino di fede
La Chiesa sta vivendo un tempo particolarmente significativo per la spiritualità francescana. Dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027 è infatti in corso l’Anno Giubilare Francescano, proclamato da papa Leone XIV in occasione dell’ottavo centenario del transito di san Francesco d’Assisi, avvenuto il 3 ottobre 1226.
Non si tratta semplicemente di celebrare una ricorrenza storica. Un Giubileo, nella tradizione della Chiesa, è anzitutto un tempo di grazia, conversione e rinnovamento. Per questo anche la memoria di san Francesco può diventare per ogni credente una provocazione evangelica: tornare all’essenziale, riscoprire Cristo e lasciarsi trasformare dall’incontro con Lui.
L’Anno Francescano conclude idealmente il cammino degli anniversari che, dal 2023, hanno accompagnato la famiglia francescana nella memoria degli ultimi anni della vita del Santo: l’approvazione della Regola e il Natale di Greccio, le Stimmate, il Cantico delle Creature e, infine, il Transito.
Francesco: un uomo conquistato dal Vangelo
La figura di Francesco continua a parlare alla Chiesa perché la sua vita non fu anzitutto un progetto personale, ma una risposta radicale alla chiamata del Signore.
Il suo cammino di conversione lo portò progressivamente a spogliarsi di ciò che poteva allontanarlo dall’essenziale, per vivere il Vangelo nella povertà, nella semplicità e nella fraternità. La sua scelta non fu una fuga dal mondo, ma un modo nuovo di abitarlo: accanto ai poveri, ai malati, agli ultimi e a ogni creatura.
Francesco comprese che il Vangelo non può essere soltanto ascoltato: deve diventare forma concreta della vita.
È proprio questa una delle provocazioni più attuali del Giubileo. In un tempo segnato da individualismo, conflitti, divisioni e solitudini, la testimonianza francescana ricorda che la fede cristiana genera necessariamente relazioni nuove: con Dio, con gli altri e con il creato.
Il centro è Cristo
La spiritualità francescana non può essere ridotta a un generico messaggio di pace o di amore per la natura. Il suo centro è Cristo.
Francesco desiderò conformare la propria esistenza al Signore Gesù, contemplando in modo particolare il mistero dell’Incarnazione e della Pasqua. Il presepe di Greccio, la contemplazione della croce, l’esperienza delle Stimmate e il Cantico delle Creature appartengono a un unico itinerario spirituale: lasciarsi raggiungere dall’amore di Dio e rispondere con tutta la propria vita.
Per questo il Giubileo Francescano può essere vissuto anche come un invito a riscoprire il primato della vita spirituale. Non si tratta semplicemente di conoscere meglio san Francesco, ma di domandarsi: che cosa significa per me oggi vivere il Vangelo? Quali sono le cose dalle quali devo imparare a spogliarmi? Dove sono chiamato a costruire fraternità e pace?
«Fratelli tutti»: la fraternità come vocazione
Uno dei tratti più forti della testimonianza francescana è la fraternità.
Francesco chiamava fratelli e sorelle non soltanto coloro che condividevano la sua scelta di vita, ma riconosceva una fraternità più ampia, radicata nell’unico Creatore. La sua esperienza suggerisce così una strada particolarmente preziosa per la Chiesa di oggi: la fraternità non è un sentimento, ma una responsabilità.
Essere fratelli significa imparare ad accogliere, perdonare, ascoltare, servire. Significa superare le contrapposizioni e cercare ciò che unisce senza cancellare le differenze.
In questo senso il messaggio francescano possiede una straordinaria attualità anche per le nostre comunità cristiane. Una parrocchia, una Comunità pastorale, un gruppo ecclesiale diventano realmente luoghi del Vangelo quando nessuno viene considerato estraneo, quando i più fragili trovano spazio e quando il servizio non diventa occasione di protagonismo, ma espressione della carità.
Artigiani di pace
Papa Leone XIV ha indicato per questo Anno l’esempio di san Francesco come riferimento per diventare modelli di santità di vita e testimoni instancabili di pace.
La pace francescana non è semplicemente assenza di conflitto. È il frutto di un cuore riconciliato con Dio e capace di costruire relazioni nuove.
Per questo il Giubileo può diventare un invito concreto a portare pace nelle nostre famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle relazioni quotidiane e nella vita delle comunità. Talvolta la pace comincia da gesti molto semplici: una parola trattenuta, un perdono offerto, una persona ascoltata, una divisione superata.
Il Vangelo della pace diventa credibile quando passa attraverso la vita.
Laudato si’: il creato come dono
Il nome di san Francesco è oggi inevitabilmente associato anche alla custodia del creato. Il Cantico delle Creature, composto negli ultimi anni della sua vita, manifesta uno sguardo capace di riconoscere nella realtà creata il dono del Creatore.
Ma la spiritualità francescana non propone una semplice sensibilità ecologica. Invita piuttosto a cambiare lo sguardo: il creato non è qualcosa da possedere, ma un dono da accogliere e custodire.
In questo senso, la celebrazione dell’ottavo centenario del Transito si pone in continuità con il percorso giubilare francescano degli ultimi anni e con la crescente attenzione della Chiesa alla responsabilità verso la casa comune.
Dal ricordo alla vita
L’ottavo centenario del Transito ci conduce infine a una domanda essenziale. Francesco non è soltanto un santo da ricordare, né una figura da ammirare per la sua sensibilità verso la natura e la pace. È un testimone del Vangelo.
La sua vita ci ricorda che la santità nasce quando una persona permette a Cristo di diventare il centro della propria esistenza.
In questo Anno Giubilare Francescano possiamo allora lasciarci accompagnare da una semplice invocazione: Signore, rendici uomini e donne di Vangelo, capaci di fraternità, poveri di noi stessi, custodi del creato e operatori di pace.
Il vero modo di celebrare san Francesco sarà quello di permettere alla sua testimonianza di condurci ancora una volta a Cristo.
© Redazione eRreVieRre Ecclesia
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